Libia

Libia

Viaggio nell'Africa Sahariana. Itinerario: arrivo in aereo a Tripoli e proseguimento per Sebha sempre in aereo. Trasferimento in fuoristrada 4x4 al campo tendato fisso nel Sahara ed esattamente nell'Akakus. Escursioni giornaliere nel deserto da mattina a sera sempre in fuoristrada: rilievi dell'Akakus, l'erg di Murzuq, il Messak Settafet, i laghi di gesso ed i laghi di Ubari.

CIGV - Libia

Sul numero di maggio-giugno 2015 della rivista telematica del CIGV Italia il mio reportage del viaggio in Libia.

LIBIA Ubari

Il miracolo delle oasi in pieno deserto fa sempre un certo effetto. I laghi di Ubari ne sono la dimostrazione in quanto le dune di sabbia sono quasi a strapiombo sui laghi. L'acqua di queste sorgenti era a dir poco limpida e non vi nascondo che con il caldo che faceva la tentazione di un bagno era veramente molto forte.
Sicuramente caratteristico il mercatino organizzato sulle sponde dei laghi per vendere oggettistica artigianale.

LIBIA Tadrart Acacus (parte settima)

Dei graffiti abbiamo già detto, ma molto particolare è il lago di gesso immerso nel deserto. Sapete il gesso che si utilizzava una volta nelle scuole per scrivere alla lavagna: ebbene all'improvviso ci siamo trovati di fronte a rocce dello stesso materiale nella sabbia del Sahara. Una ulteriore dimostrazione di quanto questo ambiente sia molto più variegato di quello che si pensi.
Alla fine abbandoniamo l'Acacus per trasferirci nell'Erg di Ubari per vedere l'oasi.

LIBIA Tadrart Acacus (parte sesta)

Sembra strano ma durante il viaggio abbiamo incontrato persone che vivono in questa zona inospitale della Libia allevando capre. E' stato un incontro molto cordiale con le guide ma quello che mi ha impressionato di più è stata l'espressione del bimbo protetto dalla mano del padre. Ma soprattutto è incredibile come l'essere umano riesca a sopravvivere anche nei luoghi più inospitali del pianeta.
E poi i graffiti: testimonianze di un lontano passato. Molto più delle pitture rupestri, i graffiti fanno trasparire una maestria di questi uomini primitivi nello scolpire la pietra veramente sorprendente.

LIBIA Tadrart Acacus (parte quinta)

Queste foto, più di altre, fanno comprendere come questo sito sia veramente inospitale per l'uomo molto di più del classico deserto. In considerazione delle temperature che vi erano di mattina di 20-25 gradi nel mese di gennaio, si può ben immaginare che inferno sia questa località nel periodo estivo.
Ho, inoltre, documentato con una serie di scatti (ma senza l'uso dello scatto continuo) una dimostrazione del nostro autista di come fare il pane facendolo letteralmente cuocere sotto la sabbia. Niente a che vedere certamente con il pane che mangiamo noi ma certamente un esempio di come si può sopravvivere anche in condizioni estreme e con pochi mezzi.

LIBIA Tadrart Acacus (parte quarta)

Un altro aspetto veramente sorprendente di questo itinerario è stato quello di scoprire le pitture rupestri lasciate dai nostri antenati che testimoniano come il deserto molti anni fa faceva posto ad una zona rigogliosa piena di acqua e di animali. Un viaggio nel tempo a ritroso veramente insospettabile.
E poi l'inizio vero e proprio dell'Acacus: un paesaggio fuori dal mondo con queste arenarie nere che si ergono dal terreno minacciose. L'impressione è quella di trovarsi su un altro pianeta per esempio Marte considerato il colore della sabbia. Spesso la guida ci invitava ad allontanarci a piedi ed era una sensazione particolare sentire il rumore dei propri passi e del proprio respiro in queste lande desolate.

LIBIA Tadrart Acacus (parte terza)

Gli effetti della luce nel deserto sotto il profilo fotografico creano delle immagini veramente particolari. La nostra idea scolastica del deserto è quello di un paesaggio monotono con un susseguirsi di dune di sabbia che si perdono all'orizzonte. Niente di più errato. Nella realtà basta avere la fortuna di un cielo leggermente nuvoloso per ottenere dei riflessi sulla sabbia e dei giochi di luce veramente particolari. Per non parlare di come il vento scolpisca in modo incredibile la sabbia creando delle vere e proprie opere d'arte. Altrettanto particolari sono gli effetti della luce all'alba ed al tramonto quando si percepisce una atmosfera magica caratterizzata da un freddo a dir poco pungente.
P.S. Per chi soffre di mal d'auto le escursioni nel deserto in fuoristrada non sono certo l'ideale.

LIBIA Tadrart Acacus (parte seconda)

Parliamo del silenzio!! In questo viaggio ho "percepito" cosa è il silenzio vero non quello che noi pensiamo che sia il silenzio. Nelle nostre città rumorose è difficile rendersi conto cosa sia la totale assenza di rumore. Nel deserto tra le dune il silenzio è talmente intenso da essere assordante. Durante le escursioni vi erano momenti di relax nel senso che la guida ci permetteva di inoltrarci tra le dune di sabbia da soli in una determinata direzione in modo da stare con se stessi. Non vi nascondo che, inoltratomi tra le dune, ad un certo punto mi sono trovato circondato a trecentosessanta gradi dalla sabbia, mi sono sono seduto e ho chiuso gli occhi: ho provato una sensazione di pace incredibile ed è quella sensazione che mi ha spinto poi a ritornare nel Sahara.

LIBIA Tadrart Acacus (parte prima)

La prima esperienza nel Sahara è stata in Libia, un paese oggi inospitale per i turisti. In particolare ho visitato l'Acacus una regione ai confini con Algeria e Niger nel sud ovest del paese. Raggiungere questa meta è stato molto laborioso in quanto dopo essere arrivato a Tripoli ho preso un altro aereo per giungere a Sebha e lì dopo oltre due ore di viaggio in fuoristrada sono giunto a Germa. Il giorno successivo mi sono sistemato in un accampamento che consisteva in un campo tendato fisso abbastanza confortevole dal quale ogni giorno partivo per le varie escursione (Erg di Murzuq, Messak Setafet (detto Altopiano Nero), laghi di Ubari etc.....)
La prima notte ho sofferto molto il freddo: l'escursione termica è veramente notevole. Il consiglio è di munirsi di maglioni pesanti anche perchè il periodo consigliato per andare nel Sahara è quello invernale. Ci possono essere anche 20°-25° gradi di differenza tra il giorno e la notte.
Dal punto di vista fotografico si sconsiglia vivamente di cambiare obiettivo mentre si è nel deserto in quanto i granelli di sabbia sono talmente fini che vi è il rischio concreto che si posino sul sensore creando disturbi su ogni scatto che dovranno essere poi corretti con il computer. Se proprio è necessario cambiare obiettivo è consigliabile farlo in un luogo chiuso tipo il fuoristrada. Qualora si verifichi l'inconveniente cercare, sempre in un luogo chiuso, di soffiare leggermente sul sensore per rimuovere i granelli o, se si è in grado di farlo, pulire il sensore. Quest'ultima operazione è consigliabile solo se si è esperti in caso contrario è meglio evitare di danneggiare irrimediabilmente il sensore.